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Se sei appassionato di trading e hai già seguito un corso di analisi tecnica, è molto probabile che tu abbia sentito di un’affascinante disciplina che si chiama ANALISI CICLICA.

Perché è così affascinante?

Perché i cicli sono parte integrante della nostra vita. La nostra vita è un ciclo, i giorni, le stagioni, la luna, le maree. Perché non estendere il concetto anche alla Borsa?

Vuoi un’evidenza empirica?

analisi ciclica

Questo grafico rappresenta il Dow Jones 30 con un indicatore di ciclo che segnala i diversi cicli trimestrali (o cicli intermedi) che si sono susseguiti. Si nota perfettamente che ad un minimo dell’indicatore corrisponde un minimo di prezzo e viceversa ad un massimo corrisponde un massimo di prezzo.

Quello che ci proponiamo in questo percorso è proprio quello di imparare ad intercettare le zone di minimo e di massimo di un ciclo oggetto di studio, per poi colpire il mercato con un’operazione vincente.

Dimenticavo: cos’è un INDICATORE DI CICLO?

Ogni cosa a tempo debito.

Analisi Ciclica: Il Ciclo

Per i nostri obiettivi non ci occorre una trattazione di analisi matematica approfondita su cosa è un ciclo. Quello serve veramente sapere è che un ciclo è rappresentabile da una sinusoide, ossia una funzione periodica di periodo (t) che si ripete all’infinito.

ciclo

In questa serie di cicli che si susseguono sono stati contrassegnati con la lettera P il periodo del ciclo (durata) che va da minimo a minimo, e con la lettera A l’ampiezza del ciclo che va dal massimo della cresta alla base dello stesso. Questi due parametri sono fondamentali in quanto, secondo teoria classica, il periodo va da se che influenza la durata di un ciclo, mentre l’ampiezza ne determina la sua forza sui prezzi.

Caratteristiche dei cicli

Nell’ultimo esempio riportato, abbiamo visto un’unica oscillazione, ma è evidente il concetto si estende anche a tutti i cicli possibili e immaginabili. Ciò che cambierà ovviamente è il parametro di ampiezza: più un ciclo è grande, maggiore sarà la sua ampiezza e il suo periodo.

Nella seguente immagine è rappresentato il concetto appena esposto, ossia più cicli di diversa ampiezza.

caratteristiche cicli

In Analisi Ciclica, le caratteristiche principali dei cicli sono:

  • Somma: ossia tutti i movimenti dei prezzi sono la sommatoria di cicli attivi.
  • Sincronicità: cicli di differenti periodi tendono a formare minimi simultanei (talvolta anche massimi).
  • Variazione: tutte le caratteristiche viste fin qui sono tendenze generali ma non regole fisse.
  • Traslazione: in un trend al rialzo i massimi di ciclo tendono a spostarsi verso destra (ossia si formano più tardi), viceversa in un trend al ribasso tendono a spostarsi a sinistra (ossia si formano prima).

pendenze cicli

Durata canonica dei cicli

Il periodo dei diversi cicli è classificabile secondo la seguente tabella.

Ciclo 4 anni (o ciclo economico) – Circa 4 anni
Ciclo biennale – Circa 2 anni
Ciclo annuale  – Circa 250 gg di borsa aperta
Ciclo semestrale – Circa 128 gg
Ciclo intermedio (o trimestrale) – Circa 64 gg
Ciclo mensile – Circa 32 gg
Ciclo bisettimanale  – Circa 16 gg
Ciclo settimanale – Circa 8gg
Ciclo semi‐settimanale – Circa 4gg
Ciclo a 2 gg – Circa 2gg
Ciclo giornaliero – Circa 8h (per Borsa italiana e indici europei)*

*anche l’S&P 500 index e mini S&P 500 future prevedono un ciclo giornaliero di circa 8h.

Questa classificazione che io definisco canonica, dopo il giorno 11 settembre 2001 ha subito diverse modifiche, non radicali ma sicuramente molto sensibili. Ricordo che ogni durata è soggetta ad uno scarto del 20% circa e che il ciclo intermedio è in grassetto in quanto rappresenta il nostro ciclo di riferimento, oltre ad essere quello empiricamente e statisticamente presente con alta probabilità.

Le nuove durate rilevate frutto di alcune cause artificiali (speculazione, politiche monetarie delle banche centrali) sono quelle peculiarità che rendono i mercati sempre più difficili da leggere (ma non impossibili).

Analisi Ciclica: La Fase

La fase è un’altra caratteristica dei cicli che merita due righe a parte. Generalmente quando ci si riferisce alla fase lo si fa confrontando due o più cicli. La si definisce confrontando i minimi.

Due cicli in fase:

fase cicli

Due cicli non in fase:

cicli non in fase

Perché è importante questo concetto? Perché essendo i cicli finanziari di durata variabile anche le fasi lo saranno. Inoltre su massimi (o minimi) importanti cari cicli sono necessariamente in fase.

Ripartenza del ciclo economico in marzo 2009: tutti i cicli erano in fase:

cicli in fase

Caratteristiche strutturali dei cicli

Dalle caratteristiche intrinseche dei cicli, passiamo a quelle strutturali. Date le diverse grandezze dei cicli, ne deriva il “principio della matrioska”.

Proprio come la classica bambolina russa che svitandola ne contiene sempre una più piccola, così avviene per i cicli: un ciclo più grande contiene cicli più piccoli.

La struttura base è la cosiddetta “struttura a 2”: ogni ciclo contiene due sottocicli

struttura 2

Il grande ciclo blu ne contiene due rossi che a loro volta ne contiene due verdi che a sua volta ne contiene due grigi e così all’infinito.

Struttura a 3 classica:

struttura 3

In questa struttura, invece, notiamo due grandi cicli rossi sotto strutturati da 3 cicli verdi. In totale 6 verdi.

Una delle varianti a 3 statisticamente più probabili insieme a quella a 3 classica è la seguente:

variante 3

La differenza si nota molto bene: ci sono tre cicli rossi anziché due.

Il principio della somma e le zone con migliore rapporto rischio/rendimento

In analisi ciclica, se sommiamo i cicli visti nella suddivisione a 2 in un’unica struttura somma, otteniamo la seguente figura:

battleplan 2

In cui le frecce contraddistinguono le zone in cui saremo long e short nel ciclo.

CONSIGLIO: EVITARE DI TRADARE LE ZONE CENTRALI B‐C E C‐D ANCHE SE IL CICLO è NEUTRO

battleplan 3

Nella struttura a 3 è ancora più marcata la battaglia tra tori ed orsi nella zona centrale B‐C‐D.

Analisi Ciclica parte 2^: la media  mobile centrata

Dopo aver percorso gli spetti generali dei cicli e delle oscillazioni, veniamo alle note dolenti. Tutta l’analisi ciclica classica si basa sulla media mobile centrata.

E’ un’arma a doppio taglio e vediamone il perché. Se da una parte ci permette di rilevare i cicli, dall’altra ha un tallone d’Achille non trascurabile.

Per quanto riguarda la regola dei settaggi, va ricordato che il corretto settaggio di una media mobile rappresentativa di un ciclo (sia centrata che semplice) è il seguente:

periodi ciclo riferimento = durata ciclo / 2

Il seguente esempio dovrebbe chiarire ogni dubbio:

Esempio 1.
Ho un grafico a time frame giornaliero e voglio calcolare il settaggio delle medie che devo utilizzare per visualizzare il ciclo trimestrale:

Devo fare: 64 / 2 = 32 (32 è il periodo della media mobile centrata che devo usare per rappresentare il suddetto ciclco)

Esempio 2.
Ho un grafico a time frame 15 min e voglio calcolare il settaggio delle medie che devo utilizzare per visualizzare il ciclo settimanale.

Devo fare: durata ciclo settimanale con dati a 15 min = seduta di Borsa in minuti x durata ciclo = 520 x 8;

dato che il time frame è 15 min devo dividere il risultato precedente per trovare il numero di barre corretto = (520 x 8)/15;

infine la divisione per 2 = [(520 x 8)/15] / 2;

Ma cos’è la media mobile centrata?

Non è nient’altro che una media mobile semplice “shiftata”, ossia traslata indietro di n/2 periodi.

Es: una media mobile centrata a 30 periodi si costruisce prendendo una media mobile semplice a 30 periodi e spostandola indietro di 15 periodi:

media centrata

In figura notate il comportamento della media rossa che è semplice a 30 periodi, mentre la blu è la relativa media centrata sempre a 30 periodi. Si nota a colpo d’occhio come la centrata riproduce l’andamento dei prezzi nettamente eliminando le fluttuazioni degli stessi.

Qual’è il tallone d’Achille? I più attenti avranno notato subito che la media blu lascia gli ultimi n/2 dati scoperti proprio per questa sua caratteristica di essere traslata indietro.

Ne deriva che alla media centrata gli piace “vincere facile” in quanto ci da le informazioni col senno del poi. L’artificio statistico che è stato adottato per completare la media è quello di riprodurre l’ultimo dato della media finchè non copre tutta la serie storica.

Questo non significa che gli ultimi dati sono una linea retta, ma ogni dato replicato è mediato dai precedenti e quindi forma una proiezione statistica. Anche se questo metodo è il migliore dal punto di vista statistico.

NON BISOGNA MAI, E DICO MAI, TRADARE CON LE MEDIE MOBILI CENTRATE IN REAL TIME.

Nessuno può conoscere il futuro andamento dei prezzi e se per qualsiasi motivo questi prendono la direzione opposta a quella da noi preventivata anche la media mobile centrata ne risentirà cambiando il segnale improvvisamente.

L’indicatore di ciclo

Finalmente arriviamo alla costruzione del primo indicatore da cui poi derivano tutti gli strumenti dell’analisi ciclica. L’indicatore di ciclo si calcola in questa maniera:

[MMC rappresentativa del ciclo – (2 x MMC rappresentativa del ciclo)]

Velocità ed Accelerazione

Velocità e accelerazione sono due concetti fisici che affinano la teoria ciclica. Molto brevemente, senza addentrarci in concetti matematici che non ci occorrono, è lecito associare l’indicatore di ciclo alla nostra sinusoide (rappresentativa del ciclo ideale).

Applicando a questa una differenza tra dato attuale e dato precedente (detta anche derivata prima) si ottiene un’ulteriore funzione ciclica anticipatrice dello spazio: la velocità centrata.

velocità centrata

In blu la velocità, in rosso lo spazio. La cosa da notare è che quando la funzione velocità taglia dal basso verso l’alto l’asse dello zero (nero) rileviamo un minimo di spazio (prezzo) e viceversa rileviamo un massimo di spazio (prezzo).

Il passo successivo è l’accelerazione che deriva dalla differenza del dato attuale di velocità meno il dato precedente analogamente allo spazio (derivata prima della velocità o derivata seconda dello spazio). L’accelerazione è detta anche “velocità della velocità”.

accelerazione

Nella figura l’accelerazione è in verde e ho tratteggiato la velocità. Notate come l’accelerazione ha lo stesso comportamento anticipatore nei confronti della velocità ed è l’esatto opposto dello spazio.

Ne consegue che:

INVERTENDO L’ACCELERAZIONE RIOTTENIAMO DI NUOVO LO SPAZIO

L’importanza della media mobile semplice

La media mobile semplice è un altro indicatore fondamentale nella lettura ciclica. Come già accennato, in analisi ciclica, vanno applicate insieme alle velocità centrate e oltre al ruolo di confermare i tagli dell’asse dello zero delle velocità centrate ci danno altre importanti informazioni:

  1. Il taglio della velocità centrata deve essere sempre confermato dalla rottura da parte dei prezzi della relativa media mobile semplice rappresentativa del ciclo;
  2. Per poter affermare con buona probabilità la partenza di un ciclo i prezzi DEVONO rompere la propria media mobile e come minimo lambire la media mobile del ciclo superiore (viceversa per i massimi);
  3. se non si verifica il punto 2 OCCHI APERTI… molto probabilmente potrebbe trattarsi di una lingua o figura di pacco;
  4. generalmente in ripartenza di un ciclo le medie mobili si trovano nell’ordine: ciclo inferiore –> ciclo di interesse –> ciclo superiore. Esempio. se stiamo studiando e tradando un settimanale l’ordine delle mm in ripartenza sarà: ciclo a 4gg –> settimanale –> bisettimanale (viceversa per un massimo);
  5. le regole esposte hanno tendenza statistica soggette a variazioni, in ogni caso nell’indecisione non fare nulla.

P.S. si consiglia di avere sempre sott’occhio 3 medie mobili: quella del ciclo in esame, quella del ciclo superiore e quella del ciclo inferiore.

MAI STUDIARE I CICLI A COMPARTIMENTI STAGNI.

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