L’analisi tecnica funziona? [mini video corso gratuito]

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Indice dei Contenuti

Chiedersi se l’analisi tecnica funziona è lecito. Soprattutto quando il suo papà Charles Dow ne scrisse i principi più di 100 anni fa.

A mio avviso avere una buona base di analisi tecnica, apre le porte a tutte le discipline moderne (che abbiano quantomeno un fondamento statistico) e soprattutto se per motivi accademici non hai basi di analisi fondamentale.

Non adoro fare molti giri di parole, quindi inizierò con informazioni importati. L’analisi tecnica è maggiormente diffusa, in quanto ti permette di avvicinarti al mondo del trading online e della borsa, mantenendo un occhio critico sulla situazione generale. Inoltre capirai cosa effettivamente funziona e cosa no.

Analisi tecnica: i 5 principi fondamentali

Per quanto 100 anni sono molti, Charles Dow vide molto lontano a tal punto che i 5 fondamenti che ora vedremo, trovano applicazione tutt’ora.

  1. Nei mercati finanziari sono rilevabili 3 tipologie di trend
  2. Le fasi principali sono 3: accumulazione, partecipazione, euforia
  3. I mercati scontano tutte le notizie
  4. Un trend deve essere confermato dai volumi
  5. Un trend è in atto fino a evidenza contraria
analisi tecnica funziona il dow jones

Primo principio: il trend

Le 3 tipologie di trend riscontrabili sono:

  • Up Trend: definito come momento in cui l’andamento successivo dei prezzi chiude a livelli superiori di quelli raggiunti nel movimento precedente, e quando si verifica il succedersi di massimi e minimi crescenti.
  • Down Trend: definito come movimento decrescente di massimi e minimi.
  • Correzioni: i prezzi muovono bruscamente in verso contrario alla direzione attuale per poi riprendere nella direzione originaria (continuazione).

Secondo principio: il trend ha 3 fasi

  • Accumulazione: la fase di accumulazione si verifica quando i grandi investitori ed i trader “esperti” stanno attivamente prendendo posizione nel mercato comprando ciò che la massa vende. Il prezzo, in questa fase, non cambia molto poiché i grandi investitori e trader “esperti” sono in minoranza rispetto alla massa e quindi non si riesce a far prendere una direzione ben precisa al mercato.
  • Partecipazione in massa: la fase di partecipazione in massa si verifica quando il pubblico, in generale, sull’onda di ciò che i cosiddetti “esperti” conoscono, inizia a tradare nella stessa direzione.
    In questa fase si possono verificare rapide variazioni di prezzo.
  • Euforia: la fase di eccesso di euforia si verifica quando i grandi speculatori e gli stessi grandi investitori iniziano a “smobilitare” le loro posizioni.

Uno dei migliori esempi di queste 3 fasi, è la lunga fase di trend rialzista partita dall’anno 2003 e sfociata nella crisi economica del novembre 2007.

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Terzo Principio: le notizie

I mercati scontano tutte le notizie, ossia, un’eventuale notizia a carattere politico, economico, sociale, etc. si riflette immediatamente sull’andamento dei prezzi. Questo principio è in linea con la teoria di mercato efficiente.

Quarto principio: i volumi

I trends devono essere confermati dai volumi. Ciò che Dow intende è che sono molti i motivi per cui i prezzi possono muoversi con bassi volumi, ma il movimento con alti volumi aumenta drasticamente le probabilità che il movimento in via di sviluppo sia rappresentativo.

Quinto principio: le evidenze

Il trend esiste fino a segnali definitivi che ne decretano la fine. Quello che Dow intende dire è che possono esserci movimenti contrari al trend primario, ma quest’ultimo non può decretarsi finito fino ad un’evidenza concreta.

L'Analisi tecnica funziona? Gli indicatori

analisi tecnica funziona: gli indicatori

Innanzitutto, la prima grande suddivisione è tra queste due categorie: leading e lagging.

La prima, come suggerisce la parola inglese, è una categoria di indicatori strutturata per tentare di anticipare il mercato e dare quindi diversi segnali operativi e tempestivi.

Ovviamente, se la percentuale di segnali è alta, sarà alta anche la percentuale di falsi segnali.

La seconda categoria, è invece composta da indicatori di ritardo.

Questi ultimi hanno lo scopo di “seguire” il mercato nella propria tendenza. Per avere questo connotato, l’indicatore, deve per forza arrivare con un certo ritardo, ma genererà un minor numero di segnali più o meno attendibili.

Passeremo ora in rassegna gli indicatori più utilizzati e più interessanti dell’analisi tecnica. Come dimostrerò nei contenuti di questo blog, non ha senso andare nel particolare di ogni indicatore esistente.

La fortuna di leggere l’esperienza di chi ci è già passato è anche questa: velocizzare il proprio percorso di apprendimento con ciò che conta.

Le medie mobili

La media mobile è il più popolare degli indicatori, ve ne sono diversi tipologie. Il loro scopo è di smorzare l’azione dei prezzi da tutto il rumore di fondo generato dagli stessi.

Oltre ad ottenere una visione migliore per la tendenza a lungo termine di uno strumento finanziario, le medie mobili sono utilizzate anche per individuare potenziali livelli di supporto e resistenza, e sono spesso usati in combinazione tra loro per generare segnali di acquisto e di vendita.

Distinguiamo tre tipologie di medie più utilizzate:

  • La media mobile semplice
  • La media mobile pesata
  • La media mobile esponenziale

La media mobile semplice è calcolata sommando n punti passati sul grafico, e dividendo tale somma per n stesso. Il motivo per il quale è detta “mobile” è perché, come un nuovo dato è disponibile, la media si sposta in avanti incorporando quest’ultimo e lasciando fuori l’ultimo.

Utilizzare una o l’altra media, è discrezione del trader.  Dipende molto dall’obiettivo della propria analisi e/o strategia di trading.

Il miglior modo rimane comunque quello del backtest.

Directional Movement e ADX: indicatori di trend intelligenti

Indicatore di J. Welles Wilder composto da:

  • La curva +DI (directional movement +) è rappresentativa di quanto il trend rialzista del mercato sia forte o debole
  • La curva -DI (directional movement -) è rappresentativa di quanto il trend ribassista del mercato sia forte o debole

Dato che l’ADX è la media che addolcisce la differenza tra +DI e –DI, non indica se la tendenza è verso l’alto o verso il basso, ma semplicemente la forza generale del mercato. Per comprendere la tendenza è necessario osservare le sue due componenti.

Parabolic SAR

Indicatore tracciato sul prezzo. Il principio base è quello di acquistare su un trend al rialzo quando l’indicatore è al di sotto dei prezzi, e vendere il trend ribassista quando l’indicatore è al di sopra dei prezzi.

Una volta che gli operatori sono in posizione, l’indicatore aiuta anche a gestire la posizione fornendo indicazioni su come si dovrebbe mantenere il trade.

Il Parabolic SAR, è un indicatore che funziona molto bene nei mercati in trend. Ma, come si può vedere dal grafico a seguire, utilizzandolo semplicemente “nudo e crudo” seguendo la base in mercati laterali sia quando si trova sotto i prezzi sia quando si trova al di sopra, può portare ad estenuanti “andirivieni” non profittevoli.

analisi tecnica parabolic sar

Per superare questo problema, lo sviluppatore dell’indicatore J. Welles Wilder (lo stesso dell’RSI e dell’ADX) ha raccomandato che risulta molto vantaggioso analizzare prima la forza e la direzione del trend attraverso l’uso di un indicatore tipo l’ADX, e quindi usare il Parabolic SAR per operare tale tendenza. Come accennato in precedenza, sebbene il SAR viene utilizzato per la gestione di posizioni, talvolta è usato molto più per impostare i punti di svolta del mercato.

L'Analisi Tecnica funziona? Gli oscillatori

In analisi tecnica, gli oscillatori sono una categoria di strumenti che “oscillano” tra 0 e 100 oppure tra due valori ben definiti.

Lo scopo degli oscillatori è di identificare zone di ipercomprato (punti del grafico in cui il mercato potrebbe essere prossimo ad un punto di svolta ribassista), dalle zone di ipervenduto (ossia punti del grafico in cui il mercato potrebbe essere prossimo ad un punto di svolta rialzista).

Vediamo i principali oscillatori dell’analisi tecnica che funziona.

RSI (Relative Strenght Index)

Uno degli oscillatori più popolari é il Relative Strength Index (RSI).

L’RSI è meglio descritto come un oscillatore che rappresenta la forza in un determinato strumento finanziario, nonché quando sta raggiungendo livelli estremi al rialzo (denominato ipercomprato) o ribasso (denominato ipervenduto) ed è quindi causa di una probabile inversione. L’indicatore realizza questo attraverso una formula che rapporta le recenti sedute al rialzo e quelle al ribasso.

L’oscillatore si calcola in questo modo:

RSI = 100 x U/(U+D)

dove U sono le recenti sedute al rialzo (generalmente il valore usato è 14) e D sono le recenti sedute al ribasso.

I risultati sono riportati in un grafico che oscilla tra 0 e 100. Le bande vengono poi poste a 70 che è considerato un livello estremo al rialzo, e 30 che è considerato un livello estremo al ribasso.

Il concetto fondamentale dei mercati: la volatilità

Se l’analisi tecnica funziona o meno, è possibile comprenderlo solo dopo aver trattato l’argomento volatilità.

La volatilità esprime la variazione che si registra nel prezzo di un titolo o di un indice, solitamente misurata dalla deviazione standard.

La deviazione standard è una misura statistica di dispersione attorno alla media che indica quanto è stata ampia, in un certo arco temporale, la variazione dei rendimenti di uno strumento finanziario. Talvolta gli investitori utilizzano la deviazione standard della performance storica per prevedere un range di possibili rendimenti futuri.

Inoltre la volatilità si associa al concetto di rischio.

Un mercato più è volatile e più è rischioso, e viceversa.

Quando si investe occorre quindi utilizzare il principio della piramide rovesciata: si allocano più soldi in mercati poco volatili (poco rischiosi) e meno soldi in mercati volatili.

Lo stesso principio lo si utilizza nel trading di breve termine.

Indicatori di misura della volatilità

In questa sezione tratteremo mediante un breve video gli indicatori della volatilità, in particolare:

  • Le bande di Bollinger
  • Indicatori derivati dalle Bande di Bollinger
  • ATR (Average True Range)

Analisi tecnica: i software

Infine, i software per visualizzare i grafici di borsa. Anche qui scelta ampia e variegata e mi prendo la briga di elencarti i principali per efficienza e reperibilità sul mercato italiano (in fondo un consiglio te lo devo pur dare):

  • Metastock Professional –  il meno costoso seppur caro, tra i più semplici da usare. Consigliato per chi inizia (ma anche i professionisti lo usano) e non vuole impazzire sui manuali.
  • Tradestation – gioia e dolore della programmazione dei trading system, è in ogni caso un ottimo software per chiarezza grafica e contiene di default una larghissima serie di indicatori di analisi tecnica e funzioni, anche se la sola vista del manuale pdf fa venire il mal di testa. Molti anni fa era reperibile come singola licenza, oggi la software house è diventata essa stessa un broker e per utilizzare la piattaforma è necessario aprire un conto trading.
  • Multicharts – idem, come Tradestation. La grande differenza è che puoi utilizzare la piattaforma con un’ampia scelta di broker disponibili. La licenza è disponibile lifetime o con abbonamento mensile.
  • Visual Trader – gioca in casa, è l’italianissimo software della Traderlink Srl. Dalla prima versione ci sono stati impressionanti miglioramenti. Grafica piacevole ed intuitiva, molti indicatori tecnici, e un buon editor per la scrittura dei trading system.
  • ProRealTime – La casa software che lo produce è francese. Direi che è un ottimo software, ben fatto, ed è un’applicazione Java. Ciò significa che pesa pochissimo in termini di risorse hardware. Inoltre i dati giornalieri sono gratuiti. Ha un’ottima grafica ed è dotato di un linguaggio di programmazione facilitato per chi volesse avvicinarsi alla programmazione di trading system. Consigliato.
  • Metatrader 4 – Software gratuito distribuito da tutti i Forex broker. È il più utilizzato per il trading sul Forex. Ci si può programmare di tutto, ma per farlo bisogna essere o programmatori o buoni conoscitori del linguaggio di programmazione C++.

La nostra struttura per fare trading online è quasi pronta. Ancora qualche informazione e si parte.

Glossario di analisi tecnica

A prescindere dal fatto che l’analisi tecnica funziona o meno, ci sono diversi termini comuni (per lo più in inglese) che fa comodo conoscere.

Line chart – grafico dei prezzi che permette di visualizzarli tramite una singola linea continua.

Bar chart – grafico con set di dati di apertura, massima, minima e chiusura disposti su una linea verticale a forma di barra. Viene anche chiamato grafico open-high-low-close (o OHLC).

Candlestick chart – grafico con set di dati di apertura, massimo, minimo e chiusura a forma di candela giapponese.

Resistenza – linea retta che collega tre o più massimi di un titolo. Di solito indica che il sottostante sta salendo ed è arrivato ad un prezzo sensibile.

Supporto – linea retta che collega tre o più minimi di un titolo. Di solito indica che il sottostante sta scendendo ed è arrivato ad un prezzo sensibile.

Trend – Il movimento direzionale del prezzo di un’azione.

Tendenza al rialzo – le azioni sono in una tendenza al rialzo quando registrano massimi e minimi crescenti.

Tendenza al ribasso – le azioni sono in una tendenza al ribasso quando registrano massimi e minimi decrescenti.

Tendenza laterale –  i titoli che si muovono senza tendenza definita tra un supporto e una resistenza.

Pattern – modelli di prezzo o schemi ripetitivi che si verificano nei grafici di mercato.

Head and shoulder (modello testa e spalle) – un modello di inversione che ha tre picchi consecutivi.

Doppio massimo – pattern di inversione. Due massimi di prezzo consecutivi.

Doppio minimo – pattern di inversione. Due minimi di prezzo consecutivi.

Triplo massimo – pattern di inversione. Tre massimi di prezzo collegabili con una retta.

Triplo minimo – pattern di inversione. Tre minimi di prezzo collegabili con una retta.

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