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Una delle maggiori ricerche quotidiane nel web è quella di un corso di Analisi Tecnica. Possibilmente aggiornato, con un contenuto soddisfacente ed ovviamente gratis 🙂 .

Tra le varie definizioni date da quando esiste il trading, quella che piĂą condivido è la seguente: l’Analisi Tecnica è l’arte di identificare sin dall’inizio un movimento direzionale del mercato che ha una buona probabilitĂ  di continuare nel tempo (John Murphy). Si basa su alcuni punti fondamentali:

  1. Il comportamento sociologico degli operatori fnanziari è per lo piĂą “imitativo” (effetto gregge).
  2. La storia si ripete, non in modo esatto, ma analogo.
  3. I prezzi scontano tutto, anche quello che ancora non si sa.
  4. Il mercato si muove in “trend” (tendenza). Il trend in atto è probabile che duri finchè non si hanno le prove che ne è iniziato un altro contrario.

L’analisi tecnica è uno strumento che si può applicare a tutti i mercati finanziari. E questi appena elencati sono i capisaldi della teoria di Charles Dow: un buon corso di Analisi Tecnica, a mio avviso, li deve rispettare tutti, perchĂ© rimangono ancora attuali nei mercati moderni.

corso analisi tecnica

Per quanto riguarda la parte grafica (analisi grafica) personalmente non sono un grande grafico: a mio avviso il tutto rimane molto soggettivo e di difficile dimostrazione qualora volessimo testare con un piccolo script (trading system) in quanto di difficile replicabilità e non univoco per la macchina. Tuttavia, è innegabile che il mercato presenta un ritmo.

Il ritmo del mercato

Fasi del Mercato

  • Accumulazione: situazione, normalmente al termine di un periodo ribassista, in cui i prezzi si muovono lateralmente senza una particolare direzionalitĂ  e con volumi non elevati. Le “mani forti” accumulano titoli a prezzi bassi.
  • Convinzione: le mani forti, dopo aver accumulato ed in condizioni economiche propizie, cercano di spingere il mercato al rialzo. Pur senza volumi esplosivi, i prezzi cominciano dolcemente a salire ed intanto entrano nel mercato nuovi investitori.
  • Speculazione: la salita del mercato convince sempre di piĂą nuovi risparmiatori ad entrare, magari anche precipitosamente. I volumi esplodono, come pure i prezzi spinti dalla domanda che supera di molto l’offerta. Il movimento assume caratteri emotivamente euforici, e dura finche nuovi investitori affluiscono sul mercato.
  • Distribuzione: quando quasi tutti i possibili compratori sono affluiti, le mani forti cominciano a vendere sui massimi, realizzando forti guadagni e distribuendo titoli agli ultimi arrivati a prezzi alti. Costoro si ritrovano col cerino acceso in mano. Il mercato smette di salire ed effettua una prima correzione, che da alcuni viene interpretata come l’ennesima occasione di entrare sul mercato.
  • Panico: la massa dei risparmiatori si accorge che il mercato ha invertito il trend. Tuttavia ormai i prezzi sono lontani dai livelli massimi. La successione dei minimi dei prezzi sempre piĂą bassi porta molti a liquidare le posizioni al meglio con forti perdite. Si verificano momenti di panico e crolli rilevanti dei prezzi.
  • Frustrazione: il mercato sembra non smettere mai di scendere. Vendono anche molti risparmiatori che avevano resistito alle precedenti ondate ribassiste, realizzando così altri momenti di panico. Fran parte dei risparmiatori abbandona il mercato realizzando forti perdite e promette di non lasciarsi ingannare un’altra volta. Si creano così le condizioni per la realizzazione di un minimo dei prezzi e di una lenta inversione rialzista del trend, che si attua mediante una nuova fase di accumulazione.

Corso di Analisi Tecnica operativa:  i grafici

Cos’è un grafico di borsa? Semplicemente una serie continua di prezzi su diagramma cartesiano. Sull’asse orizzontale si pone il tempo, su quello verticale prezzo, volumi o altri indicatori tecnici. Gli INTERVALLI (TIME FRAMES), esprimono il grado di avanzamento del tempo. Indicano che cosa rappresenta ciascun punto del grafico. Sono possibili varie scelte:

  • MENSILEmonthly – (lunghissimo periodo)
  • SETTIMANALE – weekly (lungo periodo)
  • GIORNALIEROdaily -(medio breve periodo)
  • ORARIOhour -(brevisimo periodo)
  • INFRAORARIOintraday – (day trading)

I dati necessari per la composizione di un grafico sono: apertura, minimo, massimo, chiusura, volume. Il metodo di analisi è uguale per tutti gli intervalli. Però la validità delle analisi aumentano passando da frames minori a frames maggiori. Un segnale proveniente da analisi settimanale è più affidabile di uno derivante da analisi giornaliera, che a sua volta è più affidabile di uno proveniente dal grafico orario. Vediamo le tipologie di grafico.

Lineare

grafico lineare

A barre

Grafico Barre

Candlestick (candele giapponesi)

Grafico Candlestick

Grafico di Forza Relativa

Grafico Forza Relativa quest’ultimo consiste nella crezione di un grafico che espone non il valore del titolo, ma l’andamento del rapporto tra il valore del titolo ed un altro dato preso come riferimento. Solitamente si utilizza un indice rappresentativo dell’intero mercato. In tal modo l’analisi tecnica può essere effettuata direttamente sul grafico di forza relativa ottenendo utili indicazioni sulla sovra o sotto performance del titolo rispetto all’indice, in parole povere vedere a colpo d’occhio se un titolo performa meglio dell’indice o peggio.

Corso di Analisi Tecnica Quantitativa

Mi sono reso conto che in questo corso di Analisi Tecnica non abbiamo ancora parlato degli indicatori tecnici per fare trading online. Rimediamo subito alla dimenticanza.

Un indicatore tecnico è una formula matematica che deriva dal movimento dei prezzi di uno strumento finanziario e/o il volume scambiato. I risultati di queste formule sono comunemente visualizzati in forma grafica sopra o sotto un grafico di Borsa.

Il loro scopo è di aiutare ad interpretare il movimento dei prezzi e se utilizzati in combinazione con altre forme di analisi, come ad esempio i pattern che si studiano in un corso di Analisi Tecnica o l’Analisi Ciclica, possono risultare un potente complemento che il trader può utilizzare nelle decisioni di trading.

Indicatori leading e lagging

Innanzitutto, la prima grande suddivisione è tra questi due categorie: leading e lagging. La prima, come suggerisce la parola inglese, è una categoria di indicatori strutturata per tentare di anticipare il mercato e dare quindi diversi segnali operativi e tempestivi.

Ovviamente, se la percentuale di segnali è alta, sarà alta anche la percentuale di falsi segnali. La seconda categoria, è invece composta da indicatori di ritardo.

Questi ultimi hanno lo scopo di “seguire” il mercato nella propria tendenza. Per avere questo connotato, l’indicatore, deve per forza arrivare con un certo ritardo, ma genererà un minor numero di segnali più o meno attendibili.

Vediamo ora di conoscere i principali indicatori presenti nella maggior parte delle piattaforme di trading online ed in tutti i software di analisi.

La media mobile

Il corso di Analisi Tecnica continua con la media mobile, il più popolare degli indicatori. Ve ne sono diversi tipologie. Il loro scopo è di smorzare l’azione dei prezzi da tutto il rumore di fondo generato dagli stessi.

Oltre ad ottenere una visione migliore per la tendenza a lungo termine di uno strumento finanziario, le medie mobili sono utilizzate anche per individuare potenziali livelli di supporto e resistenza, e sono spesso usati in combinazione tra loro per generare segnali di acquisto e di vendita. La media mobile semplice è calcolata sommando n punti passati sul grafico, e dividendo tale somma per n stesso.

Il motivo per il quale è detta “mobile” è perché, come un nuovo dato è disponibile, la media si sposta in avanti incorporando quest’ultimo e lasciando fuori l’ultimo. Tale criterio è detto FIFO (First in First Out), ossia il primo dato che entra è anche il primo ad uscire.

I critici della media mobile semplice sostengono che non è propriamente giusto dare lo stesso peso ad ogni punto della media. I punti dei dati più recenti meritano una maggiore ponderazione nella formula in quanto sono più rilevanti per l’azione futura dei prezzi dello strumento.

Per risolvere questo problema, gli operatori adottarono la media mobile esponenziale (EMA), che dĂ  piĂą peso ai punti recenti nel calcolo della linea di media.

Medie mobili

MACD ed RSI

Il MACD (Moving Average Convergence Divergence), è un indicatore che viene costruito utilizzando medie mobili, è impostato per dare una buona indicazione della “quantità di moto” (ciò che in gergo tecnico viene definito momentum) di un particolare strumento finanziario, nonché il suo trend.

L’indicatore, sviluppato da Gerald Appel, è costruito prendendo la differenza di una media mobile esponenziale a 12 periodi ed una a 26 periodi. La linea risultante oscilla sopra e sotto una linea centrale che si trova al valore zero.

Un’ulteriore EMA a 9 periodi della linea MACD è normalmente tracciata insieme allo stesso indicatore e utilizzata come segnale di potenziali trade.

macd

Generalmente, osservando il MACD, quando è sopra lo zero e in aumento, è un segno che il divario tra la EMA 12 e la EMA 26 si sta ampliando ed è quindi un segnale di crescente slancio rialzista nello strumento finanziario che si sta analizzando. Viceversa, quando il MACD è inferiore allo zero e decrescente, rappresenta un ampliamento del divario negativo tra la EMA 12 e la 26, segnale di crescente impulso ribassista nello strumento finanziario che si sta analizzando.

Molti traders sono soliti tracciare un istogramma rappresentativo della distanza tra il MACD e la sua signal line. Quando l’istogramma MACD è sopra lo zero (la linea MACD è sopra la linea del segnale), questa è un’indicazione che il trend è in aumento.

Viceversa, quando l’istogramma MACD è sotto lo zero, è un’indicazione che il trend negativo è in aumento.

RSI (Relative Strength Index)

Uno degli oscillatori più popolari é il Relative Strength Index (RSI). Un oscillatore è uno strumento tecnico importante che oscilla sopra e sotto una linea centrale e normalmente ha le bande superiori ed inferiori che indicano condizioni di ipercomprato e ipervenduto del mercato.

L’ RSI, nei Corsi di Analisi Tecnica è meglio descritto come un indicatore che rappresenta la forza in un determinato strumento finanziario, nonché quando sta raggiungendo livelli estremi al rialzo (denominato ipercomprato) o ribasso (denominato ipervenduto) ed è quindi causa di una probabile inversione. L’indicatore realizza questo attraverso una formula che rapporta le recenti sedute al rialzo e quelle al ribasso.

RSI = 100 x U/(U+D)

dove U sono le recenti sedute al rialzo (generalmente il valore usato è 14) e D sono le recenti sedute al ribasso. I risultati sono riportati in un grafico che oscilla tra 0 e 100.

Le bande vengono poi poste a 70 che è considerato un livello estremo al rialzo, e 30 che è considerato un livello estremo al ribasso.

RSI

L’Oscillatore Stocastico

La premessa di base della stocastico è che se i prezzi dello strumento finanziario analizzato tendono a chiudere nella parte alta della banda di ipercomprato, allora ci troviamo in una tendenza rialzista, viceversa per la banda di ipervenduto (quella inferiore). L’oscillatore stocastico è strutturato da due curve che vengono tracciate al di sotto dei grafici borsa e sono conosciuti come il %K e la %D.

Come nell’RSI, sono presenti due bande così il %K e la %D oscillano tra 0 e 100, e ha linee tracciate a 20 e 80 che rappresentano le estremità superiore e inferiore del range.

Oscillatore Stocastico

Qualunque sia il tipo di grafico utilizzato, dovete sapere che i punti dati che formano la curva %K, sono fondamentalmente una rappresentazione di dove il mercato ha chiuso per ogni periodo in relazione alla distanza tra massimi e minimi degli ultimi 14 periodi utilizzati nell’indicatore. In termini semplici, anche qui ci troviamo difronte la misura di una “quantità di moto” del mercato.

% K = 100 * [(CHIUSURA – MINn) / (MAXn – MINn)]

dove:

MINn = minimo degli ultimi n giorni
MAXn = massimo degli ultimi n giorni
CHIUSURA = prezzo di chiusura odierno

La curva %D è molto semplicemente una media mobile semplice a 5 periodi della %K. Infine si dovrebbe sapere che è possibile cambiare il periodo della media mobile per l’indicatore e usare, per esempio, una media a 3 periodi della linea %K per ottenere segnali più veloci, ma personalmente, sconsiglio di cambiare a questo settaggio.

Come nell’RSI il primo modo in cui gli operatori utilizzano l’oscillatore stocastico, è quello di individuare i livelli di ipercomprato e ipervenduto del mercato. Quando le curve che compongono l’indicatore sono sopra 80, ci troviamo con un mercato che è potenzialmente ipercomprato e se inferiori a 20 è un mercato che è potenzialmente ipervenduto.

Lo sviluppatore dell’indicatore, George Lane, raccomanda l’attesa della curva %K per il trading al di sotto o al di sopra della banda 80 o 20, miglior segnale che la dinamica del mercato sta invertendo (sempre a seconda dell’autore e della letteratura classica dell’analisi tecnica). Il secondo modo che gli operatori hanno di utilizzare questo indicatore per generare segnali, è guardare l’incrocio della %K e la %D.

Quando la %K, più veloce, incrocia la %D, più lenta, è un segno che il mercato potrebbe prendere la via del rialzo, viceversa quando la %K incrocia sotto la %D è un probabile segnale ribassista. Tuttavia questa strategia si traduce in molti falsi segnali, così la maggior parte dei commercianti usano questa strategia solo in combinazione con altri indicatori per la conferma.

Divergenze

Il terzo modo in cui gli operatori utilizzano questo indicatore è di guardare le divergenze tra direzione dell’indicatore e del prezzo. Per ulteriore conferma, molti traders attendono l’incrocio sotto la banda 80 o sopra la 20 prima di entrare in un trade su divergenza.

Divergenza

Stocastico ed RSI sono molto simili come natura, tant’è che molti traders li utilizzano in combinazione per conferma dei segnali operativi.

Le Bande di Bollinger

Le bande di Bollinger sono un indicatore tecnico (piĂą nello specifico sono un canale di volatilitĂ ), che aiuta i traders a misurare la volatilitĂ  intesa come confronto tra prezzi correnti e prezzi passati. Le stesse bande prendono il nome dal loro inventore John Bollinger.

Le Bollinger sono costituite da tre bande: la banda superiore, la banda inferiore e la banda centrale. Quest’ultima è una media mobile semplice normalmente fissata a 20 periodi, mentre la banda superiore e la banda inferiore rappresentano punti distanti due deviazioni standard da tale media.

bande di bollinger

Le Bande sono un ottimo strumento per dare ai traders un’idea della volatilità presente sul mercato e di come i prezzi siano relativamente alti o bassi rispetto al recente passato. La premessa di base delle Bollinger è che il prezzo dovrebbe trovarsi normalmente entro due deviazioni standard (rappresentata dalla banda superiore e inferiore) dalla media centrale.

Le inversione di tendenza spesso si verificano in prossimità delle bande superiore e inferiore. Dato che la linea centrale è una media mobile che rappresenta l’andamento del mercato, agirà anche come supporto o resistenza dinamica.

Come si usano le bande di Bollinger? (secondo i classici corsi di Analisi Tecnica)

Il primo modo di fare trading online utilizzando questo indicatore è quello di identificare potenziali punti di ipercomprato e ipervenduto del mercato. Senza entrare nel merito se sia profittevole o meno acquistare o vendere in prossimità delle bande, John Bollinger che le ha create, raccomanda che questo metodo dovrebbe essere oggetto di operatività solo con la conferma di altri indicatori.

Al di fuori del fatto che la maggior parte dei traders consiglierebbero segnali di conferma con più di un metodo, i prezzi che restano al di fuori o vicino la banda superiore o inferiore possono indicare una forte tendenza, situazione che non si desidererebbe se l’intenzione fosse quella di operare su un’inversione. Per questa ragione, la vendita sulla banda superiore e l’acquisto su quella minore, è una tecnica che può servire ma in una gamma limitata di mercati.

uso delle bollinger

Grandi movimenti spesso si verificano dopo periodi di bassa volatilità ossia quando le bande sono contratte. Questo è spesso il caso di traders di posizione in operazioni di tendenza su una rottura della banda superiore o inferiore, dopo un periodo di
contrazione o bassa volatilitĂ .

Va però prestata attenzione quando si utilizza questa strategia, il primo è spesso un falso segnale.

bande di bollinger

L’ADX

L’ADX, in particolare, aiuta molto i traders a determinare quando il mercato è in trend, quanto forte o debole è la tendenza, e quando questa potrebbe essere in procinto di avviare o invertire.

ADX

Non ho intenzione di addentrarmi in formule per l’indicatore di J. Welles Wilder, però si ha bisogno di sapere che:

  • la curva +DI è rappresentativa di quanto il trend rialzista del mercato sia forte o debole
  • la curva -DI è rappresentativa di quanto il trend ribassista del mercato sia forte o debole

Dato che l’ADX è la media che addolcisce la differenza tra +DI e –DI, non indica se la tendenza è verso l’alto o verso il basso, ma semplicemente la forza generale del mercato. Per comprendere la tendenza è necessario osservare le sue due componenti.

Quando l’ADX è superiore a 40 e sta salendo ci troviamo difronte un’indicazione di tendenza forte, viceversa, quando l’ADX è inferiore a 20 e sta scendendo, è indicativo di un mercato che probabilmente sta entrando in lateralità. Così uno dei modi che i traders hanno di utilizzare l’ADX nei loro trades è come una conferma dell’esistenza o meno di un trend in uno strumento finanziario, e per evitare periodi laterali nel mercato in cui molti trovano difficoltà nel trarre profitti.

Un altro modo in cui gli operatori usano questo indicatore è quello di identificare il potenziale inizio di un nuovo trend nel mercato. Molto semplicemente, il passaggio da sotto la linea 20 al di sopra della linea 20 identificherà un segnale che il mercato stia entrando in un nuovo trend.

Maggiore è il periodo di lateralità del mercato trascorso, maggiore è il peso che la maggior parte dei traders darà al segnale. Altro utilizzo dell’ADX è quando il +DI incrocia al di sopra del -DI (in quanto questo è un segnale di acquisto, i tori stanno vincendo sugli orsi) e quando la linea +DI incrocia al di sotto del -DI (in quanto questo è un segno che gli orsi stanno vincendo sui tori).

Come per tutti gli indicatori visti sino ad ora, i segnali da incrocio (o crossover) sono soggetti a falsi positivi.

P.S. Non dimenticare di vedere l’approfondimento di questo bellissimo corso di analisi tecnica.

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