Cos’è la volatilità nei mercati finanziari? Alleato o nemico?

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A prescindere se ti stai avvicinando al mondo della borsa e gli investimenti ora, o sei già con le mani in pasta, ti sarai chiest* almeno una volta: cos’è la volatilità nei mercati finanziari?

Affermazioni dirette come “la volatilità dei mercati è in aumento”, oppure la “volatilità dei mercati è contenuta”, smuovono la nostra curiosità e la domanda diventa di rito.

A complicare il quadro ci sono le conseguenze. A prescindere cosa sia, è un nemico da temere? O un alleato da tenersi stretto?

In questo articolo risponderemo a tutte queste domande.

Cos’è la volatilità nei mercati finanziari?

Per iniziare, è giusto darne la definizione generale: la volatilità è una misura di quanto i prezzi fluttuano, in un determinato periodo. Affermare: “la volatilità del mercato si attesta al 10% su base annua”, significa che da qui a un anno i prezzi hanno una buona probabilità che si scosteranno di un 10% (in positivo o in negativo) dal prezzo attuale.

La volatilità non ci dà il verso del movimento, ma viene da se che è legata al concetto di rischio.

Un mercato volatile è un mercato rischioso.

Prima di chiuderci sul concetto di rischio, va detto che scavando nell’intimo della volatilità, si possono trovare molte chiavi. Nel proseguo ne vedremo diversi utilizzi, ma ricorda: la verità è sempre nel mezzo.

Se non si sviluppa volatilità, non abbiamo movimenti da catturare con le nostre operazioni. Infatti un mercato poco volatile è sicuramente meno rischioso, ma ci si potrebbe trovare nel mezzo di movimenti erratici, poco direzionali e con scarsi guadagni.

Come si calcola la volatilità?

Senza entrare nella matematica complessa (ci sono i software che calcolano per noi), cerchiamo di capire il significato del calcolo.

A rigore, la volatilità, viene calcolata facendo la radice quadrata della differenza dei rendimenti di un sottostante dalla propria media espressi al quadrato.

Se vuoi approfondire questo concetto, puoi consultare i video presenti in questo articolo sull’analisi tecnica.

Il risultato di questa operazione matematica viene chiamato Deviazione Standard.

La Deviazione Standard è un indice di dispersione statistico, ci dice proprio quanto una popolazione di dati e distribuita attorno alla media.

Entrando più nel pratico, le caratteristiche della volatilità sono:

  • Ciclicità. Si può quindi predire con ottima approssimazione.
  • Tende a diminuire con persistenza. Questa caratteristica diventa quindi una buona occasione da sfruttare.
  • È inversamente proporzionale ai movimenti degli indici azionari. Questa caratteristica la rende un ottimo filtro per il trading online.
Cos è la volatilità nei mercati finanziari

Come si annualizza la misura di volatilità?

Per convenzione, la volatilità viene espressa in percentuale e annualizzata. Per ottenere questo risultato basta moltiplicare per la radice quadrata di 252 e moltiplicare il risultato per 100.

In quali modi si può esprimere la volatilità e come utilizzarla nel trading?

Abbiamo detto cosa significa e come calcolare la volatilità. Vediamo ora come si può esprimere sui grafici di borsa e come trarne informazioni.

  1. Deviazione Standard
  2. ATR (Average True Range)
  3. Bollinger Bands
  4. Come filtro proprietario nelle strategie di trading (es. il VIX)

Deviazione Standard

Per quanto riguarda questa espressione, ne abbiamo già visto il significato.

Average True Range (ATR)

Abbiamo già introdotto questo indicatore di Welles Wilder nell’articolo dedicato all’analisi tecnica. Sebbene qualitativamente simile alla deviazione standard, la scala dell’indicatore viene espressa nella stessa scala dello strumento.

Average True Range (ATR)

Come si può notare, la misura di volatilità espressa in % non è immediatamente utilizzabile, ma l’informazione dell’ATR si. In questa immagine, mentre lo SPY (ETF che replica l’andamento dell’indice S&P 500) quota 442,68 $, l’ATR calcolato su 21 giorni (1 mese) indica che lo SPY ha buona probabilità di fluttuare di 3,61 $ in positivo o negativo.

Questa misura, può essere utilizzata in multipli o sottomultipli per calcolare punti di stop loss e take profit.

Bande di Bollinger

Anche di questo indicatore abbiamo parlato nel corso di analisi tecnica gratuito. Il calcolo è semplice. La media sulla quale calcolare le deviazioni standard e quella mobile. Data la non prevedibilità della media mobile, e dati i mercati odierni molto più efficienti dalla nascita di questo indicatore (creato da John Bollinger negli anni ’80, le stesse bande offrono buoni spunti di ingresso sfruttando le stesse come segnali di ingresso.

L’immagine che segue è un backtest degli ultimi 12 anni utilizzando le bande di Bollinger come segnali.

Compra l’incrocio dei prezzi quando rientrano nella banda inferiore e vende sulla banda superiore:

Test Strategia bande di Bollinger su SPY
Equity del backtest sull'ETF SPY

La strategia non è completa perchè manca di stop loss e take profit, ma si intuisce immediatamente la sua efficienza in termini di segnali di trading.

Come prevedere la volatilità: il VIX

Abbiamo detto che due caratteristiche della volatilità sono la ciclicità e la persistenza. Queste due, determinano la tendenza alla previsione nell’immediato futuro della stessa.

Finora, abbiamo valutato la volatilità nei mercati finanziari elaborando calcoli che si basano su dati passati. La previsione della volatilità funziona se i dati considerati guardano al futuro.

Per questo proposito, possiamo utilizzare l’indice VIX detto anche l’indice della paura. Tale indice è costruito quotando la cosiddetta volatilità implicita delle opzioni (altri strumenti finanziari quotati in borsa).

La volatilità implicita delle opzioni è la volatilità attesa dagli operatori professionali dei mercati finanziari. Come recita la stessa definizione, essendo “attesa”, ed essendo calcolata con equazioni complesse di basa su riferimento futuro.

l'indice della paura: il VIX
L'indice della paura: il VIX (in verde)

Va notato come il VIX, rispetto alla volatilità storica (con andamento erratico e meno prevedibile), risulta essere più reattiva e ripetitiva.

Un’altra caratteristica fondamentale da notare, è l’inversa correlazione con gli indici azionari: poco prima della formazione di un minimo, si forma un massimo di volatilità implicita. Questa peculiarità la rende un buon filtro da utilizzare nelle nostre strategie di trading.

Su come utilizzare la volatilità come filtro ci torneremo su.

Conclusioni

Questa trattazione sulla volatilità, non ha la pretesa di essere esaustiva sull’argomento, ma vuole darti una panoramica delle potenzialità che si possono ottenere conoscendo uno strumento/indicatore approfonditamente.

È legata al concetto di rischio, ma come avrai potuto notare, la volatilità nei mercati finanziari può diventare un ottimo alleato nel trading online, ma soprattutto ora sai cos’è la volatilità nei mercati finaniari.

Sapevi che è anche possibile investire direttamente sulla volatilità? 🙂

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