Indici azionari: il 2021 in un’immagine e prospettive future

Il 2021 volge al termine, e come ogni anno, è consuetudine tirare le somme di ciò che è stato e guardare al nuovo anno con i migliori propositi.

Lo faremo anche noi, dando uno sguardo al nostro al nostro FTSE MIB e al future tedesco DAX, avvalendoci del consueto modello statistico sui cicli e la volatilità.

FTSE MIB future

Negli ultimi 3 anni, l’indice italiano ha messo a segno una performance di circa il 20%. Fa eccezione solo il 2020 complice dell’avvento pandemico. Se prendiamo questo semplice dato, sembrerebbe che tutto proceda per il meglio e che quel marzo 2020 sia solo frutto di un cigno nero.

La realtà è ben altra. Da quel momento sono cambiati i piani di politica monetaria globali in maniera repentina, che come sappiamo, prima o poi verranno scontati dai mercati.

Questa è la fotografia del FTSE MIB con dati mensili.

Indici azionari

Ipotizzando tale configurazione ciclica, in marzo 2020 possiamo considerare la ripartenza di un ciclo molto importante, di cui volge nella sua fase di declino il primo “biennale”. Sono da monitorizzare due livelli chiave: il massimo in area 28000 e il supporto in area 24500.

Il breakout di uno dei due livelli, sappiamo benissimo cosa potrebbe innescare.

DAX future

La stessa fotografia è ripresa dall’indice tedesco DAX, il quale mostra un ciclo di 10 anni perfettamente disegnato dal 2009 al febbraio 2020. Ciò che stona è la parte finale (la parte attuale delle contrattazioni), che nonostante un dicembre positivo, tende a rimanere intrappolata in una lateralità che protrae dall’inizio dell’estate 2021.

I due livelli chiave da tenere in considerazione sono i massimi in area 16220 e il supporto in area 14800.

Indice DAX

Le implicazioni in caso di breakout sono le medesime descritte per il l’indice italiano.

Cosa aspettarsi per il primo trimestre 2022?

Questa è una bella domanda! Chi segue Imparare Trading, sa che ci basiamo su modelli algoritmici e sulle dinamiche di volatilità implicita (ossia la volatilità rilevata sulle opzioni).

Se dovessimo dare un parere sulla base dei cicli e della stessa volatilità, ci aspettiamo una correzione di marcia entro l’inizio della primavera. Sia in concomitanza del finale del “ciclo biennale”, che dello stesso indice VIX. Quest’ultimo, preso su distanza dai 3 mesi in su (curva gialla, arancione 6 mesi, rossa 12 mesi) si attesta su livelli mediamente alti rispetto ai periodi precedenti.

VIX fine 2021

L’oro: l’altro elemento stonato

È noto che l’oro rappresenta la valvola di sfogo dei mercati. Abbiamo voluto fare un confronto intemarket perché c’è qualcosa che “stona” in riferimento all’indice italiano. In blu è rappresentato il FTSE MIB. Ad un’analisi del tutto grafica, è possibile percepire un minimo dell’oro nei dintorni di un massimo di mercato.

Oro intermarket

Attualmente le quotazioni dell’oro, seppur in trend laterale, si trovano sui livelli dei massimi del 2012, mentre il mercato italiano di trova grosso modo sui livelli massimi. Ovviamente, questa sovrapposizione, è puramente grafica e va presa con le pinze, ma non possiamo evitare di far notare questi due elementi stonati rispetto ai rispettivi comportamenti.

Che sia un 2022 ricco di salute e guadagni!

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