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Continuiamo a cercare di rispondere alla domanda: l’Analisi Tecnica funziona?

Dopo aver analizzato L’RSI di Wilder è il turno di uno degli indicatori da me preferiti: le Bande di BollingerE’ un indicatore molto versatile ed intelligente, permette di tenere d’occhio alla volatilità del momento e di visualizzarne la sua caratteristica ciclica: diminuzione-aumento-diminuzione-etc.

Il principio sul quale si basano lo conosciamo tutti, o per lo meno lo si può apprendere facilmente da testi o direttamente dal web. Mi permetto di riassumerlo in una frase: le Bande di Bollinger si costruiscono tracciando la deviazione standard (superiore ed inferiore) dalla media del periodo di riferimento.

Fin qui, tutto molto lineare. Ciò che non trovo perfettamente lineare è un fatto che anche lo stesso autore ha probabilmente sottovalutato.

Essendo un fatto di carattere matematico, non voglio annoiarti con concetti per accademici. Prima cosa non ne abbiamo bisogno, seconda cosa è possibile schematizzare la questione semplificandola.

Il punto debole delle Bande di Bollinger

Secondo l’autore ed i sacri testi, quando i prezzi eccedono le due deviazioni standard, questi dovrebbero rientrare verso la loro media di riferimento. Peccato che questo principio funzionerebbe se la serie storica fosse di tipo stazionario.

Per farla breve ed intuitiva guarda il grafico che segue:

Si tratta semplicemente di un grafico dell’andamento delle temperature. Come puoi notare al passare del tempo la media (tratto nero) non cambia, e la temperatura oscilla attorno valore ritornando su di esso.

Questo è il significato, semplificato, di quanto detto. E’ evidente che il grafico di EUR/USD è molto lontano dall’essere così, ti risulta?

La serie dei prezzi, può diventare stazionaria se ne tracciamo il momentum ad un periodo, ossia la differenza tra il dato attuale e quello precedente. Il problema è che tale trasformazione non ci aiuterebbe nel trading di tutti i giorni oltre che complicarci la vita.

Elaborazioni successive delle Bande di Bollinger

Una delle obiezioni che generalmente salta fuori a questo punto è: “D’accordo con quello che dici Massimo, ma i testi consigliano di usare le bande di Bollinger in combinata con altri indicatori!

E’ sempre la stessa storia che si ripete. Quando qualcosa non funziona a mestiere, invece di indagare (strada più faticosa) si cerca di “mollare” il problema ad altri.

Diciamo pure chiaramente che il problema delle bande di Bollinger è il seguente:

  • se il prezzo arriva sulla banda superiore vendo o compro?
  • e se invece arriva sulla banda inferiore, vendo o compro?

Per cercare di risolvere il problema, John  Bollinger ha ricavato un indicatore dalle stesse bande: il Percent B. Questo indicatore ci offre una migliore visualizzazione di come il prezzo sia posizionato rispetto alle bande.

Come puoi notare, in corrispondenza delle parti cerchiate dell’indicatore si può verificare che anche la rispettiva candela eccede le bande di Bollinger. Sicuramente è una rappresentazione molto più comoda (anche perché viene normalizzata la scala da 0 a 100 e questo rende la misura quantificabile).

Ma questo non risponde ancora alle domande esposte poco fa. E per giunta non vogliamo introdurre ulteriori gradi di complicazione inserendo ulteriori indicatori.

Il passo in più

Ti sei mai domandato per quale motivo la maggior parte degli indicatori/oscillatori vengono calcolati sul dato di chiusura?

A mio avviso questa cosa mi da un certo senso di incompletezza. Che senso ha analizzare un grafico a candele/barre se poi l’indicatore che usiamo tiene in considerazione solo la chiusura delle stesse?

Che informazioni otterrei se prendessi in considerazione anche l’apertura, il massimo ed il minimo di barra?

Vediamo:

Interessante! Ottengo una rappresentazione a barre dell’indicatore che mi restituisce la dinamica di tutta la barra rispetto alla sua escursione rispetto alle bande di Bollinger.

In più è normalizzato e non soggetto al trend. Devo assolutamente fare dei test!

La sorpresa che non ti aspetti!

Una delle caratteristiche di EUR/USD è che altalena momenti di carattere trend following a momenti reversal. In questo tipo di sottostanti, mi trovo molto bene con strategie di tipo swing multiday.

Ho preso in time frame comodo (4 ore) per far si che anche  i miei clienti in consulenza potessero permettersi di usufruire dei benefici di un’ipotetica strategia profittevole. Ho provato a testare un ingresso a breakout su segnalazione di ipercomprato/ipervenduto dell’indicatore a barre.

Chi ha iniziato a seguire le mi elucubrazioni mentali sull’Analisi Tecnica, sa che difficilmente ottimizzo parametri di indicatori per non introdurre forme di overfitting. Ho provveduto anche ad inserire stop loss, take profit ed altro tipo di uscite semplici ed intelligenti.

Risultato?

interessante?

Conclusioni

A questo punto della trattazione dovrei consigliare testi o fonti per ulteriori spunti. La cattiva notizia è che non ho mai trovato in letteratura (e continuo a non trovare) testi che si spingono fino a questo tipo di approfondimento.

Ma se ti ho solleticato la curiosità intellettuale e sei un appassionato perché non ti unisci anche tu al gruppo Facebook?

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